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LA VOJVODINA : territorio

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Il territorio

 

La Provincia Autonoma della Vojvodina si estende su oltre 21.000 chilometri quadrati, nel nord della Repubblica di Serbia , fra Bosnia-Erzegovina (Republika Srpska) e Croazia a Ovest, Ungheria a Nord e Romania a Est. Ha una popolazione di poco superiore ai due milioni di abitanti, all'incirca corrispondente a quella di una regione italiana di medie dimensioni.

La Vojvodina si divide in tre sub-regioni : la Bačka a Ovest, lo Srem a Sud-Ovest e il Banato a Est. L'intero territorio è parte del bassopiano pannonico, senza soluzioni di continuità con la pianura ungherese e con quella della Slavonia. La pianura è il carattere distintivo della provincia, ed è interrotta solo dal modesto massiccio della Fruška Gora, di origine vulcanica, situato a Sud di Novi Sad, dove la Bačka lascia il posto allo Srem. All'estremo Sud-Est, nell'area di Vršac e di Bela Crkva, la Vojvodina si stende fino ai piedi della catena dei Carpazi.

Il territorio della Vojvodina è attraversato da fiumi e altre vie d'acqua di primaria rilevanza. Grazie alla sua navigabilità, il Danubio mette in comunicazione diretta la Vojvodina sia con il Mar Nero sia, attraverso il canale che lo collega con il Reno, con il Mare del Nord. La Vojvodina si trova di conseguenza al centro di una delle vie d'acqua più importanti d'Europa, che registra peraltro una crescita significativa del traffico mercantile e crocieristico. Il carattere strategico del grande fiume ha portato l'Unione Europea a classificarlo come l'unica idrovia compresa nella lista dei Corridoi Paneuropei (Corridoio VII).

Oltre al Danubio, tra i principali corsi d'acqua che attraversano la Vojvodina si contano la Sava e la Tisa (Tibisco). La prima collega la provincia con la Slavonia e la Bosnia settentrionale, la seconda con l'Ungheria e l'Ucraina. Oltre ad altri corsi minori come il Tamiš , la Vojvodina è attraversata dal Canale DTD (Danubio-Tibisco-Danubio), significativa opera di ingegneria idraulica.

La provincia ha una posizione geografica che la pone al centro dell'Europa Sud-Orientale e di conseguenza come snodo di traffici fra il Nord e il Sud, l'Ovest e l'Est del continente. Da Novi Sad si raggiungono Trieste o Capodistria in sei ore, Budapest in tre, Vienna in cinque e Salonicco in otto, utilizzando percorsi interamente o quasi interamente autostradali. La realizzazione di nodi intermodali, incoraggiata dalla strategia europea approvata nella Conferenza di Helsinki, darà ulteriore impulso allo sviluppo di traffici commerciali multimodali, aprendo significative prospettive per investimenti internazionali nella logistica.

Il volto fisico della Vojvodina è il risultato combinato di due forze: la natura e la storia. Della prima si è detto: si tratta di una terra in larghissima prevalenza pianeggiante. A proposito del Banato, sezione orientale della provincia, un detto popolare afferma che basta arrampicarsi su un girasole per ricomprenderlo tutto con lo sguardo.

A proposito della seconda è importante sottolineare che la Vojvodina è stata per secoli sotto la Corona di Santo Stefano, in altre parole parte dell' Ungheria , e di conseguenza parte di una civiltà che ha guardato a Occidente e all'Occidente ha mutuato usi, costumi, stili di vita, istituzioni.

Un punto di svolta decisivo nella storia della provincia coincise con il regno di Maria Teresa , che stabilì le istituzioni che danno certezza alle relazioni economiche, a cominciare dal catasto e dalla pianificazione territoriale. I villaggi della Vojvodina sono un esempio di come Maria Teresa concepisse l'uso dello spazio. Si sviluppano lungo la strada principale, con le case dei piccoli proprietari costruite a una distanza di rispetto dal ciglio della strada. Dietro le case, orti e spazi e costruzioni per l'allevamento di bestiame; tra le case e la strada una fascia a verde, la cui manutenzione spettava e spetta ai proprietari delle case stesse. Il modello del villaggio contadino come Strassendorf veniva completato con una possibilità di espansione disciplinata secondo un piano urbanistico, che concepiva l'ingrandimento dell'insediamento secondo il disegno illuministico dell'abitato a scacchiera, sviluppato per maglie ortogonali.

In tempi recentissimi, e particolarmente durante il periodo delle sanzioni, i movimenti di popolazione e la necessità di accogliere rapidamente rifugiati provenienti da altre parti della ex-Jugoslavia hanno messo in pericolo questo modello, con larghi fenomeni di espansione irregolare; ma la sostanza resta intatta, specie fuori dalle periferie delle città maggiori.

Un esempio simbolico dell'appartenenza della Vojvodina all' Europa Centrale più che ai Balcani è dato dall'imponenza dei municipi degli abitati maggiori, significativamente chiamati “case della città”. Costruiti quasi tutti fra la seconda metà del secolo XIX e il primo decennio del secolo XX, hanno emicicli per le assemblee elettive eleganti fin nei particolari quasi come Parlamenti. Alla loro costruzione lavorarono i più prestigiosi architetti di Budapest, tutti legati da una comune adesione ai principi architettonici e agli stili della “ Secessione ”. Rappresentano la prosperità e l'impegno a decidere su questioni di interesse civico conquistate da quella borghesia delle professioni, dei commerci e dell'industria, che si affermò nel periodo della Belle Epoque.

Al di fuori dagli abitati il paesaggio antropico è segnato da strade rettilinee che attraversano campagne coltivate a seminativo, con alberi (specie pioppi) che appaiono solo in prossimità dei maggiori corsi d'acqua.


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